|
|
Vario mondo |
|
|
Gli ospiti: gli amici narratori |
|
|
|
|
|
|
|
Mi piace ricordare
di Stefania Paviglianiti
Mi piace ricordare il profumo di quel pane, nelle calde mattine di agosto, quando mi trovavo in vacanza dai nonni in Calabria. Fin dalle prime luci dell’alba, si ripeteva il rito. Sempre il solito: sveglia, veloce colazione, maniche rimboccate ed i miei lunghi capelli trattenuti in due solide trecce. Poi, la nonna amorevole, ma un poco brusca (tanto che noi nipoti l’avevamo soprannominata la Marescialla!), mi faceva salire su una sedia e avvicinava me, bambina di quattro o cinque anni, alla madia dove la farina impastata con lievito ed acqua avrebbe preso la forma di pane. Che bello poter lavorare con le manine quel bianco monte, sentirlo scivolare tra le dita, viscido e caldo, senza che nessuno degli adulti potesse riprenderti e rimproverarti perché si era sporcato il vestitino! Le “palatine”, così chiamavamo i piccoli filoni, trovavano posto su lunghe assi di legno, perché lievitassero. Lo zio, poi, le infornava non appena la bocca del forno raggiava di calore. La lunga mattinata si concludeva con la merenda. Pane caldo, olio e sale accomunavano grandi e piccini. Quel sapore unico lo rivivo, ogni tanto, con una vena di malinconia per il tempo andato, ma con la gioia di averlo potuto gustare.
► Le rose di Pierangela Zanardelli
|
|
|
|
|
|
|
|
Vario mondo |
|